A pochi passi da Castel Sant’Angelo, La Masardona dal 1945 è il luogo dove la cucina napoletana, autentica e verace, regala tutto il calore partenopeo.
Un progetto che profuma di famiglia, storia e tradizione.
Tutto inizia negli anni ’50 con Anna Manfredi, detta “La Masardona”, una donna che, ogni domenica mattina, impasta davanti casa, in via Giulio Cesare Capaccio, e frigge la pizza all’aperto per venderla ai passanti a pochi spiccioli, arrotondando così le entrate di famiglia.
Quelle pizze fritte, farcite e dorate, dalla forma caratteristica e dal ripieno succulento, diventano presto un simbolo di casa per i suoi familiari. Tra loro c’è Enzo Piccirillo, il nipote, che decide di aprire la prima friggitoria a Napoli, seguito poi dai suoi due figli, per condividere le prelibatezze della nonna con un pubblico più ampio.


Questa è davvero la storia di come un comfort food possa cambiare la vita di un’intera famiglia. Salvatore Piccirillo, infatti, aprirà un secondo ristorante più moderno a Napoli, mentre sarà Cristiano Piccirillo, classe ’91, il primo a portare oltre i confini di Napoli le ricette della bisnonna, aprendo “La Masardona” anche a Roma.
Non solo fritte, qui, le pizze, hanno nomi che raccontano radici e affetti: Nonna Pizza, la montanara con il vero ragù napoletano, e Zia Tatina, ripiena di scarole cucinate secondo tradizione, con uvetta, pinoli, olive e peperoncino, solo per citarne alcune.
Fritti leggeri e di alta qualità si susseguono in un tripudio di sapori e colori, regalando, a chi assaggia, un viaggio tra i vicoli di Napoli… pur restando seduti nel cuore di Roma.
Battilocchi e ricette che raccontano la storia

Le classiche Margherita e Marinara sono una certezza, così come le frittatine di pasta e le crocché. Ma il mio vincitore assoluto è il battilocchio: una sorta di calzone allungato, dalla forma inconfondibile, nato durante la Seconda guerra mondiale, quando gli americani sbarcarono in città.
Cristiano Piccirillo mi racconta che, secondo la tradizione di famiglia, i napoletani, colpiti dall’altezza e dagli occhi grandi di quei soldati, li soprannominarono ironicamente “battilocchi”. Da qui nascerebbe questa pizza fritta allungata, farcita con quello che c’era in casa: cicoli di maiale (più economici di prosciutto e salame), verdure e formaggi

Da La Masardona, il battilocchio con ricotta e provola (dedicata a Zio Vincenzo) è imperdibile. “Usiamo la provola al posto della mozzarella, proprio come si faceva una volta, perché costava meno!”, mi racconta Cristiano Piccirillo. E ovviamente non possono mancare i cicoli, che aggiungono sapore e carattere ad ogni morso
Da provare anche Zio Gennaro, il battilocchio con friarielli freschi (“non quelli sott’olio!”) e salsiccia punta di coltello. Sì, i friarielli sono proprio quelli, con il loro gusto inconfondibile!
Napoli è una città solare, vivace, festosa. Come concludere un pasto in perfetto stile partenopeo? Giocando! E così arriva la ruota panoramica, un’idea divertente e golosa: piccoli cestini di ritagli di pizza fritta serviti con creme al cioccolato e pistacchio, che girano e ingolosiscono ogni commensale.
La Masardona è molto più di una friggitoria: è un pezzo di Napoli nel cuore di Roma, dove qualità, tradizione e passione si intrecciano per creare un’esperienza che conquista… e vince.
Assolutamente da provare al più presto 👏👏👏